Rambutan

Me lo avevano detto, ma non ero preparato: il profumo di questi frutti è di una dolcezza enorme, così forte da essere quasi nauseante. Il frigorifero ne era gonfio.

Il rambutan è un frutto tropicale originario della Malaysia ma di cui vanno matti anche i filippini che me ne avevano parlato con aria nostalgica, anche se quelli che ho acquistato sono importati dalla Thailandia. Prosegue questo piccolo percorso verso i tanti esempi dei prodotti vegetali del mondo a noi ignoti, ma che grazie ai migranti potrebbero diventare un giorno di uso comune.

L’aspetto è decisamente inconsueto per i nostri standard: i frutti sono piccoli e di forma ovale, con una buccia rossastra e lunghi peli di colore verde. Rispetto all’intenso profumo la polpa delude un po’ le aspettative di enorme dolcezza perché è acidula e leggermente fibrosa, con un grosso seme all’interno. Il sapore è vicino a quello del lychee e pare contenga molta vitamina C.

Ho letto che si può consumare in macedonia o strizzato in tè molto freddo e zuccherato, ma ce li siamo gustati uno a uno dopo il pasto anche perché il costo è piuttosto alto, oltre 13,00 € al kg. Ma ne valeva la pena, se non altro per togliermi la curiosità per questa sognante nostalgia.

Informazioni su Andrea Perin

Architetto museografo, cultore della cucina per passione
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